I vini biologici

La normativa europea sul vino biologico, disegnata dallo “Standing Committee on Organic Farming” (SCOF – Comitato permanente per l’agricoltura biologica) e approvata nell’estate del 2012, definisce una serie di procedure enologiche ed un elenco di sostanze fruibili durante le fasi di vinificazione, per offrire garanzie ed una maggiore chiarezza ai consumatori.

Fatta questa premessa, va detto che i vini biologici nascono da un approccio produttivo che colloca al primo posto il rapporto con la natura, valorizzando qualità e genuinità dei cibi che preleviamo, lavoriamo e consumiamo. Sono pertanto prodotti ottenuti dalle uve coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica, che, nel rispetto dell’ecosistema, sfrutta la fertilità spontanea del suolo, aiutandola con interventi minimi e attenti alla biodiversità ambientale in cui opera, senza prodotti della chimica di sintesi e senza avvalersi di organismi geneticamente modificati (OGM).
I vini tradizionali, in senso stretto, non potrebbero essere definiti biologici perché durante le fasi di produzione e conservazione i prodotti vengono a contatto con sostanze (quali, ad esempio, i solfiti, aggiunti per evitare ossidazioni significative o devianze batteriche), di cui difficilmente si puo’ fare a meno.
l vini biologici rappresentamo ancora un prodotto di nicchia nel mercato, ma sono in forte crescita; si pensi che, solo in Italia, il 6,5% degli ettari coltivati a vite è biologico (valore che pone il nostro paese al secondo posto nel mondo, subito dipo l’Austria, da sempre attenta alle dinamiche di ecocompatibilità).
Il nostro ipermercato – Gros Cidac – è lieto di proporre, nel reparto dedicato e con buona frequenza, vini biologici di qualità, spesso in offerta. I prodotti sono facilmente riconoscibili perché, proprio per la disciplina dell’Unione Europea in materia, le etichette devono riportare la dicitura che li qualifica tali.

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