Il gelato italiano

icecreamdIl gelato, in qualche modo, ha origini molto antiche; benché la coltivazione della canna da zucchero sia stata introdotta nelle regioni meridionali d’Italia e Spagna dagli Arabi solo nel IX secolo, ci sono studi sulla conservazione di bacche e frutta secca nel ghiaccio, risalenti addirittura alla preistoria e, relativamente ad epoche successive, c’è una vasta documentazione sull’abitudine di congelare il latte ed il miele per il consumo invernale.

Non abbiamo la finalità (né il titolo) per pubblicare una storia davvero esaustiva di questo alimento, per cui facciamo subito un salto temporale, che cade appena oltre la scoperta dell’America – 1492 – al momento in cui il piacere per la dolcezza a basse temperature va oltre il sorbetto, esaltando elaborazioni più o meno speziate dei proto-gelati, che incontrano nuovi frutti e piante sconosciute, incrociano caffè, cacao, aromi e spezie, provenienti dai nuovi territori e creano le radici della tradizione. Questo accade in diversi luoghi, alla corte dei Medici, a Firenze, in Sicilia, in Francia, soprattutto a Parigi, ed in Spagna, …

Nel tempo, il gelato si afferma un po’ ovunque in Europa e in altri continenti e dalla dimensione artigianale si passa progressivamente a quella industriale. La diffusione massiva del gelato non sarà più legata solo all’Italia, ma la sua genesi e la sua prima matrice artigianale ci verranno sempre e abbastanza unanimemente riconosciute.

Il piacere della degustazione del gelato, ha valenze emotive non indifferenti; in qualche modo, oltre ad essere dolce ed immediatamente gratificante, arriva ad “ammorbidire” le nostre “difese” e ci rende maggiormente disponibili a socializzare. Di fatto, il gelato in gruppo è uno dei momenti conviviali più intensi delle nostre estati. A volte, sorprendentemente (come segnalano diversi studi recenti), il gelato ci può anche aiutare, psicologicamente, a sostenere una dieta, purché lo si mangi come un’alternativa al pasto e non lo si consumi alla fine dello stesso nelle vesti di dolce o dessert.

Il gelato ha ottimi valori nutrizionali, perché contiene latte, uova, zucchero, frutta o cacao e dà anche un buon apporto di vitamine (A e B2) e di sali minerali. Consumato poi assieme a un biscotto o a una cialda di cereali, aggiunge un’importante componente di amido; insomma, basta considerarlo un pasto alternativo e non un complemento ad altre portate e lo valorizzeremo al meglio.

L’odierna produzione di gelato, tiene conto anche di criteri estetici, in qualche caso di vero design applicato al marketing. Tutti abbiamo sperimentato l’impatto con i suoi colori e le sue volute, per cui la vista anticipa il gusto, o la sua collocazione nelle vaschette della produzione artigianale o, ancora, le forme e i packaging originali, divertenti o un po’ bizzarri, destinati al mercato industriale.

Un vero mondo di considerazioni avvolge questo antico alimento, cullato nelle sue prime fasi, dai nostri “mastri artigiani” … ma nessuna descrizione sarà mai in grado di offrirvi le sensazioni di un vero assaggio.

Naturalmente, Cidac, propone spesso nei suoi set di offerte estive, gelati buoni e assortiti. Da domani e fino a fine luglio, la nostra uscita quindicinale ve ne darà riscontro.

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