I vini novelli

Degustazione vino novello Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Una degustazione di Vino Novello – ph. Engin Akyurt by Pixabay

Con l’articolo odierno, torniamo sui temi della conoscenza e della valorizzazione dei vini, piazzando i vini novelli nel focus dell’attenzione.

In questo blog, ci siamo già occupati di vini classici e particolari, parlandovi di vini biologici e vini valdostani, ovvero genuinità e valorizzazione del nostro territorio.

I vini novelli rappresentano un’ulteriore proposta, che avevamo già sfiorato con l’articolo sul Novello Picchio Rosso.

I vini novelli – disciplinare

Secondo le normative, possono essere definiti “novelli” solo i vini bianchi o rossi leggeri, prodotti con la tecnica della macerazione carbonica, che consente di imbottigliarli e metterli in vendita a poche settimane dalla vendemmia (i primi di novembre) e fino alla fine dell’anno solare.

Visual di un vino novello

Classica rappresentazione visual di Vino Novello

Il processo di macerazione consiste nel riempire di grappoli d’uva intera un contenitore ermetico, dopo averlo saturato di anidride carbonica e posto a una temperatura di circa 30°, per poi riaprirlo al termine di un periodo che varia da 1 a 3 settimane.

Il procedimento

E’ un procedimento scoperto e sviluppato in Francia, tra ricerca sperimentale e casualità, e messo a punto negli anni ’30 del 1900. I produttori originali furono i coltivatori del Beaujolais – regione a sud della Borgogna – che battezzarono il primo vino novello, nato da uve di vitigno Gamay, con l’appellativo di Beaujolais Nouveau.

Come detto, i vini novelli, anziché dalla normale fermentazione alcolica, nascono nell’abbraccio alchemico con la CO2, che ha un effetto di rapida estrazione degli aromi.

Il processo viene completato da uno schiacciamento spontaneo dell’uva sotto il proprio peso e da una successiva, delicata pigiatura, diversamente dai “vini nuovi”, anch’essi imbottigliati rapidamente, ma solo dopo una tradizionale, più intensa pigiatura meccanica.

Vini novelli Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Immagine di vini novelli – E. Bredy

I novelli sono vini leggeri, freschi, profumati e dal sapore fruttato; rievocano la fragola, i lamponi e i frutti di bosco. Sono morbidi, hanno bassi livelli tannici (sono così privi della caratteristica necessaria per l’invecchiamento) e hanno un valore alcolometrico minimo di 11°, con residuo zuccherino inferiore a 10 g/l.

Accostamenti e servizio

Questi vini s’abbinano al meglio con piatti che includono castagne, come le caldarroste (per questo, forse, le foto più diffuse assemblano quei frutti autunnali ai grappoli d’uva appena colti), e con piatti a base di funghi. La temperatura ideale per servirli si colloca tra i 14° e i 16°. Ricordiamo che, per apprezzarne al meglio le caratteristiche, vanno consumati entro 6 mesi.

Anche il nostro ipermercato, in ottica di valorizzazione dei prodotti stagionali, ha allestito, in area di vendita, un’interessante isola espositiva dedicata ai vini novelli.

Isola vini novelli Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

L’isola dei vini novelli in Cidac – E. Bredy

Le proposte sono assai variegate e, tra queste, elencando qualche nome a caso, vi segnaliamo l’Ante Hirpis, il Novello Campania, i Novelli del Monferrato, Il Novello della Fattoria Il Palagio e il Picchio Rosso dei Colli Piacentini, già citato sopra.

Vi segnaliamo che il Beaujolais Nouveau, vino novello per antonomasia, sarà disponibile a partire dal terzo giovedì del mese di novembre.

Non ci resta che augurarvi una buona degustazione.