Fiera di Sant’Orso – i Materiali della tradizione

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frammento di pietra ollare

Anche su queste pagine, celebriamo la ricorrenza della Fiera di Sant’Orso, l’evento d’origine “millenaria”, che, ogni anno, avvicina i nostri artigiani a un imponente numero di visitatori.

Riflettendo sulla difficoltà di scrivere qualcosa di originale su una manifestazione così antica, che unisce cultura, lavoro e condivisione, abbiamo deciso di parlare dei materiali, che, per tradizione, catalizzano la creatività degli espositori.

Il pizzico di originalità con cui cercheremo di “condire” il tema sono le emozioni veicolate dalle essenze materiche, nel momento in cui anche il design contemporaneo le considera con attenzione.

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la lavorazione del legno

Com’è noto, la Fiera colloca, anche fisicamente, al centro della scena, le lavorazioni del legno  (scultura e intaglio), della pietra ollare, del ferro (battuto), del cuoio, dei tessuti (drap), del lino (pizzi) e dei vimini.

Gli oggetti hanno funzioni di utensili, complementi d’arredo, elementi decorativi, capi di vestiario, … ma cosa evocano questi materiali trattati con tecniche antiche ?

Il legno che innerva le strutture e occupa gli spazi delle abitazioni tradizionali è un materiale biologico e pulito, che trasmette sensazioni di calore e protezione, canalizzando energie avvolgenti e rassicuranti.

La pietra ollare, plasmata in sculture, oggetti domestici o stufe, è un archetipo di solidità durevole, che ci ricollega alla terra e ci ricorda l’immensità del tempo.

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tatà – giocattoli della tradizione – da lovevda.it

Il ferro nasce del tessuto stesso del nostro territorio (un tempo, veniva dalle miniere di Cogne e di Ussel). Le attività che ne plasmano la forma avvicinano arte e artigianato, tecnica e fantasia.

È ancora un materiale che trasmette forza, ma sa mediare energie invisibili – come il calore – per contatto o vicinanza.

Il cuoio, con cui si realizzano accessori e oggetti assai raffinati, compare spesso nelle immagini della nostra tradizione.

Materiale quasi inscindibile dalle tecniche di lavorazione, ha una superficie che esalta le sensazioni tattili più sottili, grazie all’abilità dei maestri.

I tessuti rustici che compongono i drap, tipici della Valgrisenche, conferiscono calore e varianti cromatiche agli ambienti, catturando lo sguardo con geometrie ricorsive.

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pizzo al tombolo – da lovevda.it

Il lino che costruisce la trama dei pizzi di Cogne, è una sostenza che evoca sensazioni di purezza, accompagnate dal “ritmo” di decori che narrano pazienza e cura del dettaglio.

I vimini, per finire, ci riportano alle caratteristiche del legno, qui nella modalità più fine degli intrecci che disegnano ceste e panieri. La flessibilità evocata è il carattere chiave della vita stessa.

Concludiamo questa breve disamina, sperando di aver acceso qualche risonanza con le sensazioni che prova chi visita la Fiera e sperando che sia stata, ancora e di nuovo, una festa.

Per i credits, alcune immagini riportate sono tratte da lovevda.it, il sito turistico ufficiale della Regione Valle d’Aosta. Ne raccomandiamo la visita.