Il Giro d’Italia torna in Valle d’Aosta

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Immagine iconica che celebra il Giro d’Italia – ph. tonixjesse by Pixabay

Il Giro d’Italia torna in Valle d’Aosta; una delle più importanti corse a tappe del panorama ciclistico internazionale, riporterà la maglia rosa ai piedi del Gran Paradiso.

Si tratta di uno dei 3 contest agonistici più prestigiosi del calendario mondiale, assieme al Tour de France (che, ogni tanto, attraversa il nostro territorio) e alla Vuelta spagnola.

È nato nel 1909, per iniziativa dei giornalisti Morgagni, Costamagna e Cougnet, e viene organizzato e narrato, ogni anno, dalla Gazzetta dello Sport.

L’evento

Tappa a cronometro Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Foto di repertorio: tappa a cronometro del Giro d’Italia – Csillagvirag by Pixabay

Domenica 22 maggio, si svolgerà la tappa Rivarolo Canavese-Cogne, probabilmente una delle più impegnative del 2022.

Si dipana su un percorso di 177 chilometri, con più di 4.000 metri di dislivello, e include 3 gran premi della montagna.

L’arrivo riporterà la carovana del Giro nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, dopo ben 37 anni dall’ultimo passaggio.

Chi fosse interessato a notizie più dettagliate sul percorso, i traguardi, i dislivelli parziali e altri particolari tecnici può consultare la pagina dedicata sul sito ufficiale.

Le maglie più prestigiose

Come le altre celebri corse a tappe, il giro annovera diverse classifiche, premiandone i leader con maglie di diverso colore.

La maglia rosa (nata dal mood cartaceo della Gazzetta) è la più importante e va al concorrente col miglior tempo finale.

Gruppo al Giro d'Italia Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Scatto di repertorio: gruppo al Giro d’Italia – ph. Csillagvirag by Pixabay

È di color ciclamino la maglia che premia il corridore primo su più traguardi d’arrivo o intermedi (per cumulo dei punti associati).

La maglia azzurra (un tempo verde) va invece al miglior scalatore, chi riesce a conquistare il maggior numero di gran premi della montagna.

Il Giro d’Italia – sport e storia a braccetto

Parlare del Giro significa raccontare una tradizione che ha percorso la storia e il costume del nostro paese per più di un secolo, interrompendosi solo in occasione delle 2 guerre mondiali.

Ha visto primeggiare fuoriclasse e leggende del ciclismo, come Binda, Magni, Girardengo, Coppi, Bartali, Gimondi, Bitossi, Anquetil, Merckx, De Vlaeminck, Hinault, Indurain, Moser, Saronni, Pantani, Contador, Nibali … solo citando a memoria.

Vista Valle di Cogne

Vista della Valle di Cogne dall’alto – ph. Sergio Cerrato by Pixabay

La corsa ha ispirato scrittori e musicisti di prim’ordine, basti pensare al celebre pezzo “Bartali di Paolo Conte, cantato anche da Enzo Jannacci.

Ci piace citare qui un paio di frammenti tratti da un testo di Alessandro Baricco, celebre scrittore, sceneggiatore e autore:

Stai sul bordo di una strada, aspetti, aspetti, poi ad un certo punto arrivano, come una ventata colorata, i ciclisti, e ti strisciano negli occhi. Se non sei sullo Stelvio è una faccenda di trenta secondi. Hai il tempo di dire arrivano e già li vedi di schiena … Eppure strade piene, quando passano quelli, paesi interi usciti di casa a vedere e plaid sull’erba, thermos, radioline, giacche a vento e la rosea aperta alla pagina giusta per leggere i numeri dei ciclisti e sapere chi erano. Una festa.

Il Giro d’Italia torna in Valle d’Aosta – sport e passione

Cidac, citando il giro, vuole celebrare l’amore per gli sport a pedali, imbevuti di fatica e resilienza. Ci piace parlarne quando sono praticati da grandi atleti, ma anche quando coinvolgono semplici appassionati, come in un recente articolo sulla mountain byke.

Buona tappa a tutti.