Tina Modotti fotografa rivoluzionaria

Murale Modotti Kahlo Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Scatto di un murale con (a sx) Modotti e Kahlo di M.Nash – Foto F.Folini by Flickr CC BY SA 2.0

Quando si parla di fotografia al femminile è impossibile non citare Tina Modotti fotografa rivoluzionaria iscritta all’anagrafe come Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti. Già attivista e attrice, è in mostra ad Aosta presso il Centro Saint-Bénin, fino al 12 marzo 2023.

La mostra, promossa dall’Assessorato ai Beni culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, ha titolo La Genesi di uno Sguardo Moderno. Offre al visitatore 100 scatti originali dell’artista, proponendosi di analizzare il contributo che Tina Modotti ha fornito allo sviluppo della fotografia in Messico.

Considerata una delle fotografe rivoluzionarie e più innovative dell’inizio del XX secolo, nacque a Udine il 16 agosto 1896 da una modesta famiglia di operai. Fu lo zio paterno, Pietro Modotti, a trasmetterle, ancora bambina, la passione per la fotografia. Determinante per la sua crescita artistica fu l’incontro con il fotografo americano Edward Weston, per il quale posò inizialmente come modella, diventando in seguito sua amante.

Teatro Tina Modotti Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Rappresentazione teatrale vita di Tina Modotti con immagine Donna con Bandiera – Foto uff.Cultura Città del Messico by Flickr CC BY SA 2.0

Grazie al coinvolgimento con Weston, negli anni venti, Tina Modotti ebbe la possibilità di entrare in contatto con i circoli bohémien di Città del Messico. Lì i due artisti decisero di trasferirsi per creare nuovi legami ed espandere il mercato dei ritratti.

Tina Modotti fotografa rivoluzionaria

Nella capitale messicana, Tina cominciò a frequentare anche alcuni esponenti del Partito Comunista, stringendo un sodalizio importante con la pittrice, militante e attivista Frida Khalo.

In Messico, l’artista cominciò ufficialmente la sua attività di fotografa rivoluzionaria, diventando la “reporter ufficiale” del movimento muralista messicano, celebrando i lavori di José Clemente Orozco e di Diego Rivera.

Pezzo teatro Tina Modotti Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Pièce teatrale vita di Tina Modotti con scatti – Foto uff.Cultura Città del Messico by Flickr CC BY SA 2.0

Durante l’esperienza messicana, la Modotti si impegnò a osservare e a immortalare le condizioni delle classi lavoratrici. Restituì tramite la sua fotografia, emozioni, volti e speranze della rivoluzione socialista. L’artista amò ritrarre uomini, donne, bambini e territori, indagando con sguardo empatico le biografie delle persone più fragili e indifese.

Tra i suoi scatti più famosi, campeggia l’opera “Campesinos alla parata del primo maggio” del 1926. In essa l’artista immortalò gli agricoltori impegnati nella militanza sociale della rivoluzione messicana nel secolo scorso.

Dopo il fertile periodo creativo in Messico, Tina Modotti si trasferì prima a Berlino e poi a Mosca, con il suo ultimo compagno italiano, Vittorio Vidali. Nel 1942 fece ritorno a Città del Messico, dove morì il 5 gennaio per un arresto cardiaco sul taxi che la stava riportando a casa.

L’eredità di Tina Modotti
Centro Saint-Bénin Blogzine Cidac groscidac.eu/blog

Scatto Centro Saint-Bénin di Aosta – Foto Tenam2 by Wikimedia Commons CC BY SA 3.0

La Modotti, in sette anni di produzione, ha realizzato circa 200 fotografie artistiche che Gros Cidac è orgogliosa di omaggiare, proponendovi di presenziare numerosi all’esposizione a lei dedicata.

«Desidero fotografare ciò che vedo, sinceramente, direttamente, senza trucchi, e penso che possa essere questo il mio contributo a un mondo migliore» Tina Modotti, 1926